ESPERIENZE GIUDIZIARIE

A partire dal 2011 sono stato oggetto di una violenta campagna mediatica diffamatoria da parte di alcune testate italiane ed estere, poi riprese da altre, per un filone di indagine aperto dalla Procura di Milano relativo ad un hedge fund da me gestito a Londra fino al 2008.

Sulla parte centrale di questo tema si era già pronunciata la Procura di Londra (SFO), che dopo un anno di investigazioni su fatti totalmente inesistenti, nel Luglio 2010 ha archiviato il caso ritenendo l’insussistenza di rilievi a mio carico (la decisione di archiviazione è disponibile nel sito del SFO). Di questo nessun giornale ha mai parlato. Peraltro, i miei tentativi di far pubblicare rettifiche agli articoli diffamatori e comunicati stampa sulle querele che ne sono derivate sono falliti.

Ritengo che la radice di questo attacco mediatico, che ha pochi precedenti storici per livore e sproporzione rispetto alle ipotesi di indagine, si debba alla mia esperienza nella City di Londra quando, nel 2008, compresi cosa era successo realmente con il fallimento della Lehman Brothers e mi recai presso la Banca d’Inghilterra (FCA) con la volontà di depositare una denuncia penale contro i vertici di Lehman che mi avevano indotto a spostare quasi 50M di dollari presso la stessa Lehman due settimane prima del fallimento della banca americana, contribuendo in maniera determinante al fallimento del fondo da me gestito. Feci questo anziché chiudere gli occhi e cercarmi un nuovo lavoro presso banche internazionali come Nomura o Credit Suisse, come fecero in blocco i dirigenti della fallita Lehman.

Non mi rassegnai, dunque, e nonostante il livore mediatico nei miei confronti continuai la mia ricerca scoprendo aspetti sconcertanti del sistema che regola la City di Londra e di cui parlerò quando il procedimento in corso sarà completamente terminato. Si tratta di aspetti che superano di gran lunga quanto rivelato da fatti giudiziari pubblici quali, ad esempio, quelli svelati dalla Procura di Trani a proposito delle interessenze tra la Banca d’Inghilterra, le banche della City di Londra e membri della pubblica amministrazione italiani nella vicenda della manipolazione del rating.

Nel periodo 2015-2016 ho depositato circa 12 querele per diffamazione a mezzo stampa presso la Procura di Milano, indirizzate specificamente alle testate ed ai giornalisti che hanno inventato paradigmi e teoremi del tutto infondati, probabilmente spinti a ciò dai propri editori o referenti aziendali che certamente non mi hanno in grande simpatia anche perché devono aver compreso che da anni offro gratuitamente il mio contributo ad alcune Procure italiane ed estere per investigare reati finanziari quali manipolazione di mercato, truffa e usura.

L’ostracismo del mean-stream nei miei confronti è il riflesso della mia coerenza. Non mi sono genuflesso di fronte ai banchieri della City di Londra nel 2008, non mi farò certo intimorire oggi da qualche giornalaio abituato a scodinzolare di fronte ai propri editori.

Ciascuno, nella tragica farsa della vita, ha il proprio ruolo. Qualcuno lo sceglie, molti lo subiscono supinamente…