IL TRUCCO DELLA MONETA BANCARIA DENUNCIATO IN TRIBUNALE

stampa Denaro

 

Dopo quasi due anni di approfondite ricerche, lo scorso Giovedì mi sono recato con Marco Saba presso il Tribunale di Genova per depositare ufficialmente nelle mani del giudice un’istanza di parere tecnico preventivo in merito al riconoscimento della mancata contabilizzazione in bilancio della moneta elettronica-bancaria creata dalla Banca Carige nell’ambito dei prestiti concessi alla clientela.

Infatti, i principi contabili internazionali – richiamati anche nei bilanci della Carige – affermano che non si può evidenziare in bilancio il prestito di un bene (nel caso di specie la moneta) senza prima contabilizzarne la proprietà. Difatti, nessuna impresa lo fa. E’ come se una società immobiliare riportasse in bilancio gli affitti da incassare senza palesare, nello stesso bilancio, la proprietà dell’immobile che genera tali affitti!

Se la Carige, come l’intero sistema bancario, evidenziasse correttamente la proprietà della moneta creata all’atto della concessione dei prestiti alla clientela avremmo conferma del fatto che oltre il 90% della massa monetaria in circolazione (banconote e depositi a vista) è creato fittiziamente dal sistema delle banche commerciali (dati BCE).

Questa enorme creazione monetaria sfugge al controllo pubblico, sfugge a qualsiasi forma di tassazione e sfugge persino al controllo delle autorità di regolamentazione del settore bancario (inclusa la banca centrale).

A livello sistemico, questa grande eccezione contabile è peraltro alla base di un complesso meccanismo di drenaggio di ricchezza dalla sfera produttiva e familiare a favore di quella speculativa e bancaria, cui assistiamo ogni giorno.

Rispetto ad una visione bancario-centrica dell’economia, che i banchieri hanno trascinato sino agli albori del terzo millennio, abbiamo depositato le prove che anche nel settore bancario è giunto il momento di accettare che…. è la terra a girare attorno al sole, non il contrario!

Si tratta di una “incursione” diretta al cuore del sistema finanziario-speculativo, nel tentativo di creare un corto-circuito che faccia saltare uno dei pilastri della grande truffa perpetrata ogni giorno ai danni della popolazione.

Sarà uno scontro a viso aperto, giocato in una disparità di forze in campo senza precedenti. Dalla nostra abbiamo l’assoluta precisione dei dati e delle argomentazioni elaborate, dalla loro hanno la forza muscolare e la scorrettezza che hanno sempre praticato quando si sono visti toccare i propri privilegi.

Se riusciamo in questo intento, potremmo recuperare centinaia di miliardi di gettito fiscale facendo cadere uno dei privilegi storici dei banchieri…è la dimostrazione che il recupero di Sovranità Popolare è possibile ma passa attraverso azioni mirate, studiate minuziosamente ed implementate con precisione.

Vi terremo informati, nel frattempo….manteniamoci in zona d’attacco!

Alberto Micalizzi

9 pensieri su “IL TRUCCO DELLA MONETA BANCARIA DENUNCIATO IN TRIBUNALE

  1. Tassare il signoraggio Bancario che significa ?

    Si, tassare il signoraggio perche non si resce a sconfiggerlo è irrilevante. Il giorno che tassi il signoraggio, il signoraggio diventa legittimo, ciò vuol dire che saranno le banche private a creare denaro privato a debito, a interesse, per sempre, per l’eternità. E non sto parlando della legge che riguada i comuni, ma tassare il signoraggio in generale. A me sta cosa, puzza parecchio, a parte Saba, gli altri individui che lo sostengono sono preoccupanti, avvocati, e dipendenti dello stato. Questo è il mio punto di vista. E siccome non riusciamo a sconfiggere corruzione, delinquenza e mafia, tasseremo pure quella, che già viene inserita nel PIL. Che poi qui 600 MLD di Euro di tasse in più, ritornano alle Banche grazie ai politici, non andranno certo ai cittadini. Che poi, se io devo mettere a disposizione le mie conoscenze, il mio lavoro, il mio contributo per far incassare allo stato 600 MLD e alle banche una legge che le protegge a vita sugli attacchi dei signoraggisti, passati, presenti e futuri, che potrebbero farmi perdere la proprietà della moneta privata ad uso pubblico, pretendo di essere pagato, lo 0,1% va bene su 600 MLD ???

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  2. attenzione, le moneta deve essere emessa solo dallo stato in nome e per conto dei cittadini proprietari in solido per il bene collettivo. Le banche vanno ridenominate tesorerie di stato per veicolare le banconote come servizio pubblico agevolando i pagamenti del commercio. Quindi moneta senza debito senza il ricatto dello spread finanziario e con interessi minimi per la copertura delle spese vive degli operatori. Ci sarebbero cosi’ anche i soldi per la prevenzione antisismica su tutto il territorio nazionale ed il reddito di cittadinanza. La FED, il FMI, la BCE,la BIR, la BM e le borse casino’, possono andare tutte a fare in …. con tutti i neoliberisti parassiti del sistema criminale. E’ ora di spezzare le catene della schiavitu’ moderna.

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  3. Sorry, ma la storia della moneta “creata dai prestiti”, **da contabilizzare prima come proprietà da parte della banca**, è solo una bufala colossale, non so se montata ad arte (per non far parlare di problemi più seri), oppure se gonfiata progressivamente entro una percezione della moneta ignorante (senza offesa: è solo un dato di fatto) di contabilità, di partita doppia e di banca.
    La banca non presta denaro che ha, né crea denaro che non ha.
    Semplicemente registra all’attivo un debito (del prenditore-acquirente nei suoi confronti) e al passivo un credito (del depositante-venditore, sempre nei suoi confronti), assumendosi come intermediario il rischio e l’obbligo che nascono rispettivamente da una parte e dall’altra. La moneta c.d. “creata” è il nuovo deposito, che il venditore ha tutto il diritto di considerare “denaro buono” (considerato che al prenditore ha venduto “merce buona”).
    Questo dal punto di vista formale (anche sostanziale, per la banca).
    Dal punto di vista della sostanza per il sistema la banca, concedendo credito, ovvero mettendo il prenditore nella condizione di acquistare qualcosa sul mercato, nei fatti gli mette in mano della moneta (un assegno che il prenditore può staccare) che prima non c’era. Ma è un dato inevitabile, conseguente alla concessione di credito, non un fatto su cui costruire futili filosofie.
    I veri problemi non sono lato moneta (che va bene che sia in larghissima parte scritturale e bancaria), ma lato economia (instabile) e credito (che aggiunge instabilità). E vanno affrontati lì, dove si trovano davvero.

    Non so se quanto segue possa aiutare:

    CESTINARE UN CONCETTO IMBECILLE E FARE UN PICCOLO PASSO AVANTI RISPETTO AL MEDIOEVO

    Se passassimo dal concetto medievale “X”, del denaro come qualcosa di tangibile — concetto che può portare la gente a correre in banca a prelevare i propri risparmi, e il legislatore a proteggere i depositi fino a un certo importo — a un concetto più moderno “Y”, di semplice registrazione di posizioni di debito e credito, le cose cambierebbero in meglio.
    Anche se una banca dovesse ipoteticamente fallire, le sue registrazioni rimarrebbero valide, senza che nessuno debba correre allo sportello, o qualcun altro proteggere i depositi (del resto, quando un notaio muore, nessuno mi pare perda la casa).

    Quelli che davvero conterebbero sarebbero:
    – I criteri e le regole di concessione del credito, in termini di garanzie e vincoli di capitale;
    – Le regole di investimento in proprio da parte delle banche (o di chiunque altro), sempre in termini di capitale;
    – I sistemi di protezione delle registrazioni bancarie.
    Il tutto perché i depositi possano sia essere riconosciuti sia avere una controparte lato impieghi.

    Se in base al concetto “X” avvengono fenomeni inutili e sciocchi, che con il concetto “Y” spariscono, io dico che il concetto “X” è semplicemente da rivedere.
    Come ci fidiamo del notaio, per affermare che un appartamento è di nostra proprietà — e alla fin fine si tratta solo di pezzi di carta, custoditi nel repertorio del notaio e in conservatoria, che lo attestano — così dovremmo fidarci della banca per veder riconosciuti i nostri crediti e riconoscere i nostri debiti.
    Il denaro rimarrebbe una semplice unità di conto (…e la finiremmo con tante minchiate sul tema).

    Prima di arrivare alla situazione di Star Trek, dove il denaro non esiste più, un piccolo passo avanti rispetto al medioevo, cosa dite, si può fare?

    Per completare il quadro, e risolvere anche la vexata quaestio dei fallimenti bancari, la tanto discussa separazione tra banca commerciale e banca di investimento si potrebbe realizzare contabilmente:
    – Da regole di Basilea, una banca quando concede credito dovrebbe avere garanzie adeguate e comunque capitale sufficiente (8%) a coprire le perdite; quindi, da questo lato, non c’è motivo alcuno per cui possa fallire;
    – Dal lato degli investimenti in proprio, o vengono poste e non vengono applicate regole analoghe / adeguate (ad esempio, 100% di vincolo di capitale, almeno per certi tipi di investimenti), oppure le banche possono fallire;
    – Il problema però, per i depositanti, e per il resto dell’economia, non si porrebbe; basterebbe semplicemente dire che i depositi sono coperti dagli impieghi, dalle relative garanzie e dal capitale accantonato (8%) a copertura, e che le perdite lato investimento stanno per fatti loro (al sistema economico la cosa poco interessa, oltretutto: sono problemi di banche e finanza, e se la vedano loro; anche se una banca trascina con sé delle altre, con il principio della separazione contabile tutte le componenti commerciali rimangono a posto).

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    • Alfredo potresti avere ragione se fosse un dare avere alla pari. Cioè 1000 in deposito 1000 in credito.
      Peccato che si sono inventati la riserva frazionaria e cioè con 20 in deposito possono prestare 1000 e così via all’infinito. Capisci bene che per il principio di uguaglianza se loro possono moltiplicare i pani e i pesci, anche noi poveri mortali sempre e comunque debitori, al contrario da 1000 che ci hanno prestato dobbiamo poter estinguere il debito con 20.
      Considera anche che quei 1000 che ti hanno prestato (in realtà 20 gli altri 980 non esistono) non te li danno gratis, ma ad interesse. nel caso di credito al consumo mediamente chiedono il 6% di interesse.
      Ponendo il caso che riesci a restituire capitale ed interessi in un anno.Su 1000 euro il 6% sono 60.
      Conclusione: a fronte di 20 reali loro incassano 60. A casa mia questa si chiama truffa e frode.
      Ho semplificato molto, il sistema è molto più complesso.

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  7. Caro Alberto. Dovrei riprendere lo studio dell’economia monetaria….., però mi sembra di ricordare che la circolazione della massa monetaria sia data dalla somma M=M1+M2+M3.
    M1=denaro eTc. Mentre tu stai parlando di M2 ed M3 generato da Banca Carige. Ora bisogna solo verificare che Banca Carige abbia operato seguendo le norme……. … cmq riprenderò lo studio dell’economia monetaria, l’argomento è interessante…

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