LA DEMOLIZIONE CONTROLLATA DEL PIL

Per qualche giorno ho pensato che la recente velina governativa che ha spacciato l’apparente crescita del PIL nel 2015 (+0,8%) come un segnale di inversione di tendenza non meritasse commenti. Invece ho cambiato idea. Siccome un pochino di sano humour pare faccia bene alla salute, mi son chiesto perché non farci quattro risate?

Allora, prima di scardinare la menzogna del PIL 2015, vediamo due dati di trend di lungo termine.

Nell’epopea dell’Euro, tra il 2001 ed il 2015, il PIL italiano è cresciuto mediamente del +0.1% all’anno (dati presi dal sito del FMI www.imf.org). Se restringiamo l’orizzonte temporale agli ultimi 8 anni il PIL è DIMINUITO ad una media del -0,9% all’anno, con una perdita complessiva del -7% (!).

Per dare un’idea, ricordiamo che nel ventennio 1981-2000 l’Italia è cresciuta mediamente del +2% all’anno, quindi il reddito annuale del Paese è cresciuto complessivamente del +50%!

Dunque:

a) Nel 2015 il PIL è ritornato ai valori dei 2000, annullando 15 anni di sacrifici di 60 milioni di italiani.

b) L’ultima massiccia cessione di sovranità nazionale operata con i Trattati europei ha generato la più imponente stagnazione dal dopoguerra.

Questo drammatico scenario si è consolidato nel periodo che ha visto l’affermarsi dell’era di internet, della fibra ottica, della comunicazione cellulare, della biometrica, della biogenetica, in una parola del maggiore sviluppo tecnologico applicato all’industria e del conseguente maggiore incremento di produttività del lavoro mai verificatosi in valore assoluto nell’ultimo secolo.

Tanto per avere un termine di paragone a noi vicino circa 1000 km, nello stesso periodo 2001-2015 il PIL della Polonia è più che raddoppiato passando da 200 a 550 miliardi di dollari mentre quello della Turchia è QUADRUPLICATO passando da 200 a 800 miliardi di dollari!

Dunque, dicevamo, sullo sfondo di questa immane tragedia, qualche giorno fa il Governo italiano ha avuto il “coraggio” e l’irresponsabilità di presentarsi con un anemico +0,8% di PIL del 2015 spacciandolo come un grande successo. Ma per quanto ridicolo, mi sono chiesto: vuoi vedere che magari hanno anche barato? Ed in effetti queste le “scoperte” fatte…

Anzitutto, l’Istat ha ammesso che il 2015 ha avuto più giorni lavorativi del 2014, quindi, una volta corretto per l’effetto calendario, il PIL del 2015 perde lo 0,2%.

In secondo luogo, guardando nel dettaglio il calcolo del PIL sul sito dell’Istat, si scopre che un altro 0,5% della crescita del PIL 2015 si spiega con l’aumento delle scorte. Cioè magazzini che si gonfiano di invenduto ma che pure fanno PIL.

Ma non basta. Da Settembre 2014 le serie storiche del PIL sono state aggiornate per includervi il fatturato derivante dal traffico di droga, dallo sfruttamento della prostituzione e dal contrabbando di sigarette (tutto spiegato sul sito dell’Istat). Il sito dell’istituto di statistica nazionale non illustra la metodologia di correzione delle serie storiche e c’è da aspettarsi che si siano lasciati grandi margini di manovra per alchimie statistiche. Una cosuccia però l’abbiamo scoperta facilmente.

L’inclusione di queste tre nobili professioni ha portato ad un aggiustamento del PIL 2015 maggiore di quanto fatto per il PIL 2014, con l’effetto statistico che il PIL 2015 è SEMBRATO crescere di più rispetto al 2014 di circa 2 miliardi, che fa il +0,13% (puro effetto ottico, quindi, come quello del calendario).

Dunque, ricapitolando. Partendo dallo sbandierato +0,8% di crescita del PIL 2015 dobbiamo sottrarre lo 0,2% per l’effetto calendario, lo 0,5% per l’accumulo delle scorte (che gonfia i magazzini) e lo 0,13% per l’effetto delle attività illecite. Et voilà! Anche nel 2015 la crescita effettiva netta è stata pari a ZERO (se non addirittura negativa), del tutto in linea con il trend degli ultimi 15 anni. Quindi tutto torna.

E pensare che avremmo 5 milioni di disoccupati in gran parte qualificati, il 30% di capacità produttiva inutilizzata, infrastrutture pubbliche da rilanciare….ci sarebbero tutti gli ingredienti per un nuovo miracolo economico italiano. Manca solo la liquidità, resa fittiziamente scarsa.

edificio crollante a causa di esplosioni controllate

demolizione controllata di un edificio

Mi verrebbe da dire qualcosa ai camerieri che ci governano. Siete il braccio conclamato della demolizione controllata del Paese più affascinante degli ultimi 2000 anni, i distruttori di ogni forma di bellezza… Ma almeno risparmiateci questi ridicoli trucchetti statistici. Già i vostri gesti sono goffi naturalmente e le vostre facce ridicole di per sé…. non occorre aggiungervi altro.

Alberto Micalizzi

3 pensieri su “LA DEMOLIZIONE CONTROLLATA DEL PIL

  1. Grazie dell’articolo, ma sono pesimista nera! Purtroppo, dovendo rimanere EDUCATI!,online – lo so che si deve! la lingua ‘normale’ e sia anche la piu’ bella e letteraria, parlata e scritta, non riesce ad esprimere e raggiungere, e ne sono convinta, che molto poche ‘anime’!
    E’ come un terribile grido che rimane in gola, .. . perche’ troppo silensioso!!
    La violenza dei fatti e in particolare la sistematica, violenza dei fatti perpetrata da individui (‘cosi’,) di potere, non potra’ mai! essere cosi’ espressa nel suo vero corrispondente contenuto,
    Questo e’ purtroppo il tragico!
    Altrimenti cambierebbe qualcosa!
    E forse, si imparerebbe a pensare!

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