Alberto Micalizzi: IL J’ACCUSE DELLA EX MINISTRA ALLA BCE.

Sembra un fiume in piena Elsa Fornero; chiamata a rispondere del suo operato sulla riforme delle pensioni, non ci sta a prendersi da sola le responsabilità,ieri, davanti alle telecamere del programma 1/2h su Rai3. Dapprima prova a passare da vittima di un attacco da parte di  “maschilisti” e “fascisti”, per poi fare il suo j’accuse chiamando sul banco degli imputati niente meno che la Bce, in quanto mandante della sua riforma.

“Sono assolutamente convinta che in Italia ci sia ancora un substrato di maschilismo diffuso, un atteggiamento misogino di non riconoscimento della parità dei diritti alle donne e di discriminazione. Qualche volta questo sconfina in atteggiamenti che sono squisitamente fascisti. Una donna le avverte queste cose”. Quindi stante le sue dichiarazioni, non solo non ammette che le critiche possano essere fondatamente oggettive, come d’altronde la sentenza della Consulta conferma, ma si tratta secondo la ex  ministra di un atteggiamento misogino, fascista e maschilista. Ma le sue dichiarazioni non si fermano qui, va avanti e dice:  “La riforma delle pensioni era la principale richiesta che la Bce aveva fatto nell’estate per acquistare titoli del debito pubblico e aiutare l’Italia. Quei venti giorni furono durissimi, bisognava dare una risposta immediata, questa è anche la ragione per cui quella sentenza dal mio punto di vista è difficilmente comprensibile, lo dico col massimo rispetto”. Per onore di cronaca e anche se lei omette di dirlo, furono i giorni in cui l’Italia fu oggetto di un golpe, grazie al ricatto dello Spread.

Elsa Fornero, nel 2012 come ministro della Repubblica di Italia dichiarava “I cambiamenti portati dalla riforma delle pensioni del governo Monti erano necessari per compiacere i mercati finanziari, altrimenti i mercati avrebbero devastato l’Italia”, e ancora: “il governo Monti non è stato chiamato a fare sviluppo”.

Alla luce di queste dichiarazioni, e di quelle di ieri, di una estrema gravità, sarebbe opportuno, che oltre alla sentenza della consulta, ci fosse -come già detto in altre occasioni- la apertura di un fascicolo che permetta di chiarire gli eventi responsabili delle dimissioni di un governo legittimamente eletto dal popolo italiano e di un elenco di riforme, favorevoli al mercato, ma dannose per il popolo italiano.

Alberto Micalizzi

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3 pensieri su “Alberto Micalizzi: IL J’ACCUSE DELLA EX MINISTRA ALLA BCE.

      • Il programma del governo Monti-Fornero ha seguito pedissequamente i dettami della famosa (o famigerata) lettera BCE del 5/8/2011;[1] si può dire che nacque per quello. Mettendoci però un po’ del suo in tema di pensioni (il duo Trichet-Draghi aveva chiesto – tra le varie misure! – anche di intervenire sulle pensioni di anzianità e l’adeguamento alle donne private di quanto già applicato a TUTTI gli altri e che Berlusconi non aveva potuto fare a causa del veto di Bossi [“È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l’età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012”.]), ma – al netto delle appropriazioni indebite operate dalla millantatrice Fornero di misure della riforma Sacconi, 2010 e 2011 (in sostanza, anziché limitarsi a riportare le modifiche ed integrazioni al testo Sacconi, spesso le ha ribadite nella sua riforma, 2011) – non così tanto. Quindi, a confondere le idee a tutti sulla riforma delle pensioni sono stati, da una parte, il governo Berlusconi commettendo errori gravi nella sua prima lettera di comunicazione all’UE (quella che Tremonti si rifiutò di firmare, cfr. “Analisi parziale del complotto contro Berlusconi”), che contribuì a sminuire agli occhi di tutti – in UE e in Italia – l’importanza della severissima riforma Sacconi; e, dall’altra, la millantatrice Fornero, la cui riforma produrrà i suoi effetti soprattutto dopo il 2020.

        [1] Lettera BCE
        http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/trichet_draghi_italiano_405e2be2-ea59-11e0-ae06-4da866778017.shtml

        Ma non è vero affatto, come affermò Brunetta (dimenticandosi della sua reazione puntuta all’attacco di Olli Rehn a Berlusconi nel 2013, cfr. il mio post “Ricostruzione del caso Berlusconi-Olli Rehn”), che Berlusconi sia stato meno obbediente, anzi. Al riguardo legga il mio post “Lettera a redazione@eguaglianzaeliberta.it sul complotto contro Berlusconi” http://vincesko.blogspot.com/2016/03/lettera-redazioneeguaglianzaelibertait.html riportato in calce al post (che è allegato alla “Lettera alla Professoressa Elsa Fornero”) “Analisi parziale del complotto contro Berlusconi”.

        Mi piace

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